martedì 15 marzo 2016

Come aprire un VegLab - Laboratorio di trasformazione ortaggi




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VegLab produzione conserve di verdure
VegLab produzione conserve di verdure

La verdura a Km 0, meglio ancora se biologica, sta conoscendo un’espansione e un successo ineguagliabili. Dopo i Gruppi di Acquisto Solidale e la prolificazione degli orti urbani e a Km 0, il settore ortofrutticolo della filiera corta sta conoscendo una nuova ed esaltante fase di sviluppo. Stiamo parlando delle conserve di verdura trasformata: sott’oli, sott’aceti, salamoia, salagione, sughi, salse, creme, paté, confetture, chutney e moltissime altre preparazioni artigianali. Un laboratorio artigianale di conserve o Veg Lab può offrire una combinazione infinita di prodotti, mescolando le ricette tipiche delle tradizioni regionali ai metodi esotici per aromatizzare con spezie ed erbe. Il Veg Lab può sorgere all'interno di un’azienda agricola oppure può essere un laboratorio di sola trasformazione, che acquista gli ortaggi dai coltivatori locali. Le attrezzature che si rendono necessarie possono essere acquistate usate e, in linea di massima, non sono richieste conoscenze tecniche particolari. Il vantaggio di questa attività artigianale risiede nel fatto che, oltre allavendita diretta ai consumatori finali, fra i propri clienti sarà possibile annoverare anche i negozi di prodotti tipici e biologici della zona, i punti vendita di prodotti di alta qualità come ad esempio Eataly, ma anche agriturismi e ristoranti in cerca di sapori autentici, non paragonabili a quelli delle lavorazioni industriali. Le conserve della nonna sono il business del futuro, dalla terra…al VegLab! 

2 commenti:

  1. Buon giorno, mi chiamo andrea longagnani e opero da 30anni nel settore della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli a vario titolo. Leggo nella vostra pagina che, come in altre sul web, viene ribadito il concetto(perche solo di quello si tratta), che non servono requisiti particolari nè particolare formazione o conoscenza per avviare un'attività di trasformazione per la produzione di prodotti appertizzati (da N. Appert); niente di più profondamente sbagliato. Forse voi non immaginate quante aziende piu o meno piccole s'improvvisano trasformatori e poi chiamano me o colleghi, alla disperata ricerca di qualcuno che gli spieghi ciò che serve veramente conoscere per non cadere in errori, a volte dal potenziale esito drammatico. Per favore, non potete passare una comunicazione simile, gli addetti di settore spesso usano le ricette della nonna senza nemmeno avere uno strumento di misura o se li possiedono non sanno come usarli e non conoscono i parametri di sicurezza. Stanno producendo cibo non materiali inerti. Scusate ma io amo profondamento questo lavoro, insegno, aiuto, collaboro e se potessi esservi utile mi trovate a questa email: longagnani.andrea@gmail.com

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  2. Buon giorno, mi chiamo andrea longagnani e opero da 30anni nel settore della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli a vario titolo. Leggo nella vostra pagina che, come in altre sul web, viene ribadito il concetto(perche solo di quello si tratta), che non servono requisiti particolari nè particolare formazione o conoscenza per avviare un'attività di trasformazione per la produzione di prodotti appertizzati (da N. Appert); niente di più profondamente sbagliato. Forse voi non immaginate quante aziende piu o meno piccole s'improvvisano trasformatori e poi chiamano me o colleghi, alla disperata ricerca di qualcuno che gli spieghi ciò che serve veramente conoscere per non cadere in errori, a volte dal potenziale esito drammatico. Per favore, non potete passare una comunicazione simile, gli addetti di settore spesso usano le ricette della nonna senza nemmeno avere uno strumento di misura o se li possiedono non sanno come usarli e non conoscono i parametri di sicurezza. Stanno producendo cibo non materiali inerti. Scusate ma io amo profondamento questo lavoro, insegno, aiuto, collaboro e se potessi esservi utile mi trovate a questa email: longagnani.andrea@gmail.com

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